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Fondazione Leonardo
Via Fucine 7
28887 Omegna (VB)

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La Fondazione Leonardo


Chi siamo

La Fondazione Leonardo non ha scopo di lucro e persegue esclusivamente finalità di solidarietà sociale nel campo della formazione e della promozione della cultura.
La Fondazione promuove il diffondersi di una cultura che valorizzi l’età anziana come ricchezza della persona e la persona anziana come risorsa della comunità.

La Fondazione favorisce e sostiene:

- studi e ricerche;
- attività di formazione rivolte ad amministratori, operatori, educatori, psicologi, assistenti sociali, nonché agli stessi anziani e alle famiglie;
- diffusione di informazioni sulla condizione anziana.

La nostra storia

Uno dei primi obiettivi di chi governa un Paese come il nostro, uno tra i più “vecchi” dell’intero pianeta, dovrebbe essere la prevenzione della cattiva vecchiaia. Quella che porta la popolazione ad arrendersi anzitempo al declino psicofisico che favorisce l’insorgere della malattia e il ricorso all’assistenza.  Ma la nostra Italia, purtroppo, non ha le risorse da investire nella prevenzione e un giorno forse i suoi conti, già disastrati per via del debito pubblico, potrebbero saltare definitivamente a causa della spesa sanitaria. Ecco perché i governi più illuminati degli ultimi decenni si preoccuparono di sostenere (quanto meno dando visibilità) alcune iniziative del privato sociale orientate, appunto, alla prevenzione.
Così nel 1988 (19 luglio) in Senato veniva presentata l’opera della Pro Senectute, un’associazione dell’alto novarese impegnata a favorire la realizzazione dei progetti degli anziani. Aspetti per anni la pensione, ma poi ci arrivi e non hai gli strumenti per mettere mano al tuo “sogno nel cassetto”. Grandi opere, di valore anche economico stupefacente, furono realizzate e regalate alla comunità di Omegna grazie alla mediazione della Pro Senectute, definita autorevolmente “un modello di mantenimento e reinserimento degli anziani nella vita socio-produttiva.
Anche grazie a questa prestigiosa audizione al Senato della Repubblica nasce nel 1988 il Centro Maderna, con lo scopo di monitorare le buone pratiche del mondo occidentale e, alla fine, convertire le esperienze come quella della Pro Senectute da casi isolati a cultura diffusa dell’anzianità attiva. Gli strumenti sono quelli della ricerca sociale, della formazione e – il più originale – della documentazione. Libri, studi, ricerche, articoli di riviste specializzate vengono ridotti ad abstract, indicizzati con parole chiave, archiviati informaticamente e messi a disposizione di tutti coloro che assistono l’anziano. Servizio prezioso in un Paese dove funzionano banche dati per tutte le stagioni della vita, ma non per la vecchiaia. Il Centro Maderna ottiene, per questo, il Premio Nazionale della Solidarietà (Roma, Quirinale, 6 dicembre 1994), che eccezionalmente viene conferito a una cooperativa sociale, mentre doveva essere riservato a enti di volontariato esclusivo. La dotazione del premio, una cifra molto importante per il gracile bilancio dell’impresa, non viene immessa in gestione, ma viene “restituita” al sociale attraverso la costituzione di una fondazione. E ciò proprio in previsione di tempi tanto difficili da mettere in pericolo la stessa sopravvivenza di un servizio – quello dell’informazione – utile all’intero Paese. Questi tempi sono venuti.
Privata del contributo governativo dopo anni di sostegno, priva di incarichi e di ogni tipo di collaborazione da parte del territorio, il Centro Maderna deve cessare la propria attività come cooperativa sociale. Ma la Fondazione Leonardo, attualmente senza altra risorsa al di fuori dell’eredità morale di Pro Senectute e Centro Maderna, cercherà di continuare. Mobilitando soprattutto un volontariato culturale che, al momento, non si vede all’orizzonte, cercherà di raccogliere, archiviare e diffondere informazioni utili a tutti coloro che si prendono cura della persona che invecchia. “Per una condizione anziana sana e socialmente utile”, come sta scritto sullo statuto e come per 25 anni, puntigliosamente, ha fatto il Centro Maderna.
E se tra un altro quarto di secolo questo servizio sarà ancora in vita lo si dovrà al sacrificio di un gruppo di giovani fortemente motivati che, nel 1994, rinunciarono a utilizzare per sé un premio meritatissimo e decisero di dar vita alla Fondazione Leonardo.

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Sgurbiol. Delle cose e del tempo di Lelia

Una storia del dopoguerra: Lelia, uno sgurbiòl, non più bambina e non ancora donna passa l'infanzia in una cascina della Bassa modenese. Le mucche da latte per il parmigiano, la mezzadria come nell'Ottocento, l'acqua dal pozzo. Nei campi lavorano anche i più piccoli, il loro spauracchio sono i gorghi del Panaro e la brigata nera che arriva a razziare di notte. Poca scuola, soprattutto per le femmine, anche a guerra finita.

Perché invecchiamo: nuove scoperte dalle cellule staminali

Con l’avanzare dell’età si assiste a un insieme di cambiamenti nelle cellule e nei tessuti del corpo umano: è quello che tutti conosciamo in termini generali come processo di invecchiamento.

Gli studi attuali hanno identificato alcuni fattori che sono alla base del processo di invecchiamento. Sulla rivista ‘Nature’ è stato recentemente pubblicato uno studio secondo il quale le cellule staminali dell’ipotalamo avrebbero un ruolo fondamentale nell’invecchiamento. Le cellule staminali sono cellule primitive, non ancora specializzate

Ultimi inserimenti in Notizie

 

Un’indagine condotta in collaborazione tra la Scuola Superiore di Pisa e il Laboratorio di tecnologie  sociali dello SPI di CGIL,  recentemente presentata in un convegno a Roma dal titolo “SocioTechLab”, evidenzia che l’uso di internet è più diffuso di quanto si pensi tra gli anziani.

 

Scritto da Dellavedova Antonella il 25/05/2022

Parole chiave: Strumenti informatici e telefonia - Tecnologia -

 

Leningrado - 8 settembre 1941- i tedesci entrarono a Lenigrado (San Pietroburgo) per annientare il comunismo, e inaspettatamente trovarono una grande resistenza dei sovietici che portarono al più grande assedio della Seconda Guerra Mondiale.

In quegli anni nasce Yelena Osipova, che ha vissuto guerra, carestia e comunismo sulla propria pelle.

A quei Yelena come altri suoi concittadini è scesa in piazza a manifestare il proprio dissenso contro Putin per la crisi umanitaria, ancor prima che politica ed economica, che ha causato con l'invasione dell'Ucraina.

 

Scritto da Faraglia Sonia il 19/03/2022

 

L'aumento costante dell'aspettativa di vita nel nostro Paese ci incoraggia a vedere nella vecchiaia una stagione nuova, ricca di promesse e di risorse inaspettate. Ma come, secondo un detto africano, per crescere un bambino ci vuole un villaggio, così per vivere con serenità la terza e quarta età l'anziano ha bisogno di una città che lo sostenga nelle sue fragilità, che riconosca le sue speranze e lo aiuti a realizzarle, che sappia renderlo partecipe del futuro della comunità.

 

Scritto da Marco Trabucchi il 20/04/2022

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