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Data Notizia
05/10/2020

Italiani over 65: altruisti e dediti al volontariato

Alla Croce Rossa di Arona, sulle sponde del Lago Maggiore, c’è una volontaria che presta servizio da 30 anni. Il suo nome è Alma Mazza ed è lei a rispondere al centralino, smistando le telefonate e indirizzando i soccorsi. Nulla di strano se non fosse che la signora Mazza ha 92 anni e ogni mattina varca le porte della CRI per fare il proprio dovere. A raccontarlo è proprio lei in un’intervista rilasciata a La Stampa: «Anni fa lavoravo in una nota azienda di profumi e poi sono stata direttrice di una ditta di abbigliamento», racconta. «Un giorno il postino mi ha detto che la Croce Rossa cercava volontari e mi sono detta “perché no?”. Ho iniziato il 2 gennaio 1991 e sono ancora qui». L’esperienza della signora Mazza come volontaria è iniziata in ambulanza e solo successivamente si è spostata al centralino. Il suo aiuto in quella realtà aronese è prezioso e non solo per la comunità. Per Alma, infatti, aiutare il prossimo è anche un modo per stare bene: «Sono molto contenta di aiutare chi ha bisogno. Durante la pandemia è stata dura rimanere ferma e non vedere nessuno così a lungo. D’altronde, se io sono qui alla mia età, ancora capace di svolgere queste mansioni, è solo grazie alla Croce Rossa». 

 

I benefici del volontariato 

E in effetti la signora Mazza ha ragione: fare volontariato fa bene a chi lo riceve, ma anche a chi lo fa. A confermarlo è una ricerca pubblicata sull’American Journal of Preventive Medicine, secondo cui basterebbero solo due ore alla settimana spese in gesti solidali per migliorare il proprio stato di salute e la qualità della vita. Per scoprirlo i ricercatori hanno condotto un’indagine su 130mila persone over 60 in un periodo di studio durato 4 anni. Esaminando le ore spese in attività di volontariato e i parametri psico-fisici di ogni partecipante, il team ha scoperto che chi dedicava almeno due ore a settimana ad aiutare gli altri godeva di una salute migliore. I dati, infatti, dimostrano come i volontari vivano più a lungo, siano fisicamente più in forma, più ottimisti e più socievoli rispetto a chi non è impegnato in questo tipo di attività. 

 

I volontari over 65 in Italia

Ma decidere di dedicare il proprio tempo al volontariato, spesso può accadere in maniera del tutto casuale. L’altruismo, infatti, sembra esercitare una forza così contagiosa che basta guardare qualcuno compiere un’azione solidale per iniziare a mettersi in gioco. L’effetto, poi, è amplificato quando si tratta di gesti che fanno del bene all’intera comunità. In Italia, questa “contagiosa” solidarietà sembrerebbe interessare molti senior. Secondo gli ultimi dati Istat, infatti, sono ben 700.00 i volontari con più di 64 anni che prestano servizio in organizzazioni e associazioni. Un numero che ricopre quasi il 15% dei 4,7 milioni di italiani che si dedicano ad attività di volontariato. Nessuna differenza tra donne e uomini, mentre cambiano le aree di coinvolgimento. Ad andare per la maggiore, infatti, sono le attività culturali e sportive, quelle religiose e svolte in ambito sanitario e quelle di assistenza sociale e protezione civile. 

 

Il rischio durante la pandemia

Un esercito solidale che quest’anno, però, ha dovuto fare i conti con la pandemia e con l’elevato rischio per la salute degli over 65. Nel mese di marzo, infatti, la vicepresidentessa della Regione Emilia-Romagna ha proposto una serie di linee guida per l’impiego del volontariato nell'ambito dell’emergenza, prospettando l’esclusione dei volontari over 65. Un invito, successivamente rettificato, che metteva in primo piano la salute dei senior, ma che avrebbe potuto complicare sensibilmente le attività di supporto alla popolazione. Soprattutto se si considera che, insieme alla fascia d’età che va dai 45 ai 54 anni, gli anziani sono l’asse portante della solidarietà italiana.


(Tratto dall’articolo )

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