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Data Notizia
07/10/2020

Invecchiare in salute

Il contributo di Marco Trabucchi

 

Il continuo aumento della speranza di vita alla nascita è una delle grandi conquiste del nostro tempo. È stato calcolato, infatti, che ad ogni anno corrisponde un guadagno di un mese nella speranza di vita; una progressione velocissima e inaspettata! Ma, a fronte della soddisfazione personale e collettiva per questa grande conquista dell’umanità, sono sorti numerosi problemi, perché gli anni di vita guadagnati sono spesso accompagnati da precarie condizioni di salute. Ciò crea disagi sul piano personale, ma anche gravi problemi per l’organizzazione sociale. Si deve inoltre considerare che la velocità dell’evoluzione del fenomeno ha impedito una sua adeguata elaborazione e quindi la possibilità di analizzare e prospettare specifici interventi.

 

Così, oggi ci troviamo in difficoltà a gestire l’aumento del numero delle patologie e della loro gravità, nonché delle ricadute negative sull’autosufficienza, sia sul piano strettamente clinico sia su quello dell’insieme dell’organizzazione sociale (dall’assistenza a casa, alla strutturazione di adeguati servizi di caregiving, alle problematiche ospedaliere e a quelle delle residenze per anziani). Di conseguenza, i costi sono saliti, ma anche gli aspetti organizzativi hanno spesso mostrato gravi problematiche, perché è noto che la complessità dei fenomeni subisce un aumento esponenziale e non lineare rispetto alla quantità degli interventi necessari.

 

Di fronte a questa realtà si sono tentati approcci diversi che hanno mostrato limiti concreti. Non va, inoltre, dimenticato che queste difficoltà hanno dato origine, in modo più o meno palese, a pensieri diffusi sull’opportunità o meno di sostenere spese così ingenti, di fatto sottratte a investimenti per il welfare, che riguardano altre età della vita. Anche la crisi del covid-19 ha fatto emergere questo sentire: perché spendere grande impegno e investimenti per proteggere i molto anziani, costringendo l’intera collettività a notevoli sacrifici? Davanti a questo dibattito, la medicina, nelle sue componenti più attente, ha studiato il rapporto tra stili di vita in età adulta e la comparsa di eventi negativi in età avanzata. Il modello propone di costruire un’adeguata azione educativa, in modo da indurre i cittadini a stili di vita più sani, al fine di prospettare a ciascuno un futuro meno appesantito da malattie e da limiti dell’autosufficienza.

 

Uno studio recente, pubblicato il 6 aprile dalla rivista JAMA Internal Medicine, ha esaminato numerosi lavori per costruire un modello che permetta di identificare i fattori di rischio associati a una maggiore possibilità di comparsa di malattie croniche in età avanzata. Si è così arrivati a identificare quattro fattori di rischio: eccesso ponderale, fumo di sigaretta, scarsa attività fisica ed elevata assunzione di alcool. Comparando gli individui maggiormente a rischio, perché sovrappeso e portatori di almeno due degli altri fattori, si è rilevata una differenza di circa 9 anni nella comparsa di malattie croniche (diabete, ictus, malattia coronarica cronica, cancro, asma, BPCO). Un dato davvero straordinario per le dimensioni quantitative in grado di cambiare profondamente la qualità della vita di un anziano. Ad esempio, nel lavoro di JAMA è riportato che nel gruppo più sano (cioè quello con maggiore attenzione preventiva) si raggiungevano i 70 anni liberi da patologie, mentre il gruppo di soggetti con il peggiore stile di vita era colpito da malattie a partire dai 61 anni.

 

Nell’insieme questi dati dovrebbero essere sufficientemente esplicativi rispetto alla possibilità di ogni individuo di costruire il proprio futuro. Bisogna, però, ricordare che ogni azione preventiva richiede molto tempo per essere interiorizzata dai singoli e dalla popolazione, anche se non si impongono comportamenti rigidi. Tuttavia, i dati sembrano convincenti; ci si può solo augurare che progressivamente diventino patrimonio di tutti. In questa prospettiva, l’azione di convincimento sarà importantissima e la disponibilità di dati chiari permetterà di lavorare con maggiori possibilità di successo!


(Tratto dall’articolo )

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