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Data Notizia
18/11/2020

La ballerina Marta Gonzàlez: quando la musica supera le difficoltà dell'Alzheimer

Billy è diventato primo ballerino in una prestigiosa compagnia di Londra. Dopo aver lottato contro Jackie e Tony, suo padre e suo fratello, per potersi dedicare alla sua unica passione, infatti, finalmente può dimostrare il proprio talento. Così, in occasione del suo ruolo come protagonista ne “il lago dei cigni”, suo padre e suo fratello si recano a Londra per assistere all’esibizione. Tony non sta nella pelle per l'emozione, mentre Jackie sembra perso nei suoi pensieri. Ma quando Billy fa la sua spettacolare entrata in scena, l’uomo rimane folgorato e si commuove, improvvisamente conscio che i sacrifici fatti hanno potuto far sbocciare la straordinaria essenza del figlio. Una storia famosissima e che molti avranno già riconosciuto. Questo, infatti, è l’epilogo della meravigliosa pellicola “Billy Elliot”, ispirata alla vita del ballerino Philip Mosley.

 

Il lago dei cigni

Le musiche di Ciajkovskij accompagnano il gran finale e l’entrata in scena di Billy, così come lo hanno fatto in tante altre pellicole. Sarà forse che, quando si parla di danza, non si può prescindere dal tirare in causa uno dei balletti più famosi. Primo dei tre balletti di Ciajkovskij, infatti, e seguito poi da “Lo schiaccianoci” e “La bella addormentata”, “Il lago dei cigni” fu composto tra il 1875 e il 1876. E come molto spesso accade alle cose destinate a diventare grandi, la prima rappresentazione de “Il lago dei cigni” fu un vero fiasco. L’opera raggiunge la celebrità solo dopo la morte del compositore, quando il balletto passò nelle mani di Marius Petipa, già coreografo de “La bella addormentata”, e in quelle di Lev Ivanov. Così, otto anni più tardi, il 15 gennaio 1895, ebbe luogo il primo allestimento coreografato da Petipa e Ivanov al Teatro Mariinskij di San Pietroburgo. Scenografie e coreografie destinate a ispirare tutte le maggiori compagnie di danza che, da quel giorno, si basano su quello stesso allestimento per ogni riproduzione.

 

Gesti mai dimenticati

Così, ancora oggi, tutti i ballerini di danza classica seguono quell’adattamento, in ogni passo, in ogni atto. Lo ha fatto per tanto tempo anche Marta C. González, ex ballerina del New York Ballet, di cui si è tornato a parlare proprio in questi giorni. Ad un anno dalla sua morte, infatti, un ente benefico spagnolo ha pubblicato un video sui propri canali social, commuovendo la rete e ispirando alcuni illustratori che hanno voluto dedicare un'immagine ricordo a Marta González. Il filmato, registrato nella residenza per anziani Muro de Alcoy di Valencia, ritrae la donna negli ultimi mesi di vita, seduta su una sedia a rotelle, mentre un volontario della RSA le fa ascoltare da un cellulare la melodia de “Il lago dei cigni”. Lei gli chiede subito di alzare il volume. Poi, indossate le cuffie, ritrova la magia del teatro. Le braccia riprendono a muoversi seguendo gli impulsi e gli accenti previsti proprio dalla coreografia. I ricordi tornano vivi sul volto della ballerina, riaffiora l’espressività e l’intensità di un tempo. E noi, spettatori, non possiamo fare altro che lasciarci andare alla commozione.

 

Musica per “risvegliarsi”

Il video di Marta C. González, che ora sta facendo il giro del mondo, è stato reso pubblico dall’ente spagnolo Musica Para Despertar (in italiano, musica per “risvegliarsi”). Un progetto che avvicina la musica alle persone con Alzheimer e a coloro che le circondano, promuovendo un miglioramento del loro stato e della qualità della vita. L’approccio non farmacologico proposto da questa associazione, infatti, si basa sulla conservazione della memoria musicale e la capacità di provare emozioni legate alle note e alle melodie. Un metodo che sembra essere particolarmente efficace nelle persone con Alzheimer e altre demenze soprattutto quando vertono in uno stato di agitazione o aggressività o quando sono protagoniste di episodi di vagabondaggio. Inoltre, il potere della musica sembra ridurre i sintomi depressivi, l'isolamento, l'ansia e la sensazione di dolore, promuovendo al contempo la stimolazione cognitiva, le relazioni sociali e l’umore. Una tecnica che l’associazione spagnola insegna in numerosi centri iberici e anche online.


(Tratto dall’articolo )

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