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Data Notizia
21/12/2020

Buon Natale

Il contributo di Marco Trabucchi

Colgo l’occasione offerta dalla nostra newsletter per inviare ad amici e simpatizzanti della Fondazione Leonardo il più cordiale augurio di Buon Natale.

 

Stiamo concludendo un anno carico di dolore, di disagi e di difficoltà. Nel momento in cui sto scrivendo questo augurio, ad esempio, stanno comparendo nuove preoccupazioni per le modalità di diffusione del virus. Pur in questa atmosfera pesante, tuttavia, vorrei dare al mio augurio due diverse valenze, ambedue positive, per riconoscere un passato di valore e per costruire un futuro di disponibilità e di coraggio.

 

La prima riguarda il passato e ci porta ad affermare che ci meritiamo l’augurio di un buon Natale nel senso che esso assume di ringraziamento diffuso che ci dobbiamo l’uno con l’altro per aver affrontato la pandemia in modo dignitoso. Grazie, quindi, a chi ci ha preso in cura in queste settimane, dagli operatori sanitari, a tutti coloro che hanno garantito la continuità della nostra vita collettiva (gli uomini e le donne che garantiscono il trasporto dei rifiuti, chi conduce i trasporti pubblici, chi lavora nei supermercati, chi garantisce la possibilità di organizzare i funerali e tanti altri ancora). Sono nostri concittadini che non hanno ceduto alla tentazione di fermarsi, di darsi malati, di farsi sopraffare dalla paura.

Mi ha fatto personalmente un’enorme impressione quanto ha detto l’operatrice di una RSA tragicamente coinvolta dalle vicende di questi giorni. Si vergognava di aver pensato che avrebbe preferito diventare positiva al virus, pur di godere di qualche giorno di riposo. Associo a queste considerazioni quanto dichiarato recentemente dal cardinale Bassetti dopo la sua dimissione dall’ospedale dove era stato ricoverato per Covid-19. È una testimonianza civile, che può essere letta con la stessa intensità da laici e cattolici: “Ho sperimentato come in ospedale sovrabbondi l’amore. Ho incontrato medici in pensione che sono tornati in corsia per questa crisi sanitaria; dottori che non conoscono orari quando c’è un’emergenza; giovanissimi che si stanno specializzando e che ti manifestano la propria passione di donarsi; infermieri e infermiere da cui dipendi in tutto e per tutto e che si fanno in quattro per te. Durante i turni di notte li ho scoperti anche a pregare. Ecco il volto nobile della gioventù. Ho assaporato la bontà che Dio ha scritto nel cuore dell’uomo. Una bontà che sorprende”. Il Cardinale Bassetti chiaramente non sta dalla parte di quelli che guardano con pessimismo al futuro...

Vorrei augurare un buon Natale, che è un vivissimo ringraziamento, anche a Sara e Giorgia, medico e infermiere di un’USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale) in provincia di Piacenza. Partendo dal loro impegno e dalla loro testimonianza vorrei estendere la nostra gratitudine collettiva a tutti i giovani operatori, e a quelli meno giovani, che lavorano con sensibilità, coraggio e impegno in prima linea contro il Covid-19. Riporto quanto scrive l’infermiera Giorgia: “Ho visto pazienti spazzati via in un soffio. Anch’io ho perso la mamma in un giorno e mezzo. Ero spaventata dall’idea di ributtarmi in questa situazione, ora capisco che è un grande servizio. Le persone ci tengono a esprimere la loro gratitudine: a Cerignale un anziano voleva a tutti i costi metterci a tavola”.

 

La seconda valenza dell’augurio di Buon Natale riguarda il prossimo futuro. Siamo chiamati a comportamenti rigorosi che potrebbero essere faticosi e dolorosi. Certamente speriamo che non sia necessario un inasprimento degli attuali limiti, ma dobbiamo essere disponibili ad accettarli, se serve davvero per ottenere risultati utili per la salute collettiva. In questa stessa prospettiva colloco l’impegno per un’esecuzione senza problemi delle vaccinazioni. Speriamo davvero che l’impegno natalizio di buona volontà possa indurre chi ha obiezioni a rinunciarvi, per fare in modo che tutti accettino la vaccinazione, creando le condizioni per ridurre il peso collettivo della pandemia. Vi sono obiezioni di varia origine (ideologiche, fondate sulla paura di effetti indesiderati e su considerazioni riguardanti l’inefficacia), ma in questo momento è necessario che ciascuno rinunci un po' alle proprie opinioni per affidarsi a quanto la scienza garantisce essere utile e senza rischi per la nostra salute.

 

Buon Natale, quindi, a chi ci legge; un augurio che è allo stesso tempo un ringraziamento per quanto molti hanno fatto (e hanno sofferto) in questi mesi e un impegno per il futuro.


(Tratto dall’articolo )

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