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www.spazio50.org
01/05/2021

Una lotta con la mente: affrontare la depressione in terza età

Secondo uno studio dell’OMS, i disturbi depressivi colpiscono nel mondo 322 milioni di persone di tutte le età. L’incidenza più alta, però, si registra tra adulti e anziani. La depressione in terza età può portare a non vedere prospettive con il rischio di rinunciare a vivere bene, a mangiare, a fare attività fisica, a curarsi, ad avere una vita sociale.

Questa condizione dell’animo umano ha profonde conseguenze sulla qualità della vita. La manifestazione più rilevante è la perdita di interesse per la vita e per le situazioni che normalmente provocano piacere come lo stare con gli amici o i famigliari. Possono esserci anche manifestazioni come nervosismo, ansietà, frequente irritabilità, sonno irregolare (svegliarsi presto alla mattina senza la sensazione di essere riposati), difficoltà a concentrarsi.

In molti casi, la depressione è la conseguenza di una perdita, di un lutto, eventi frequenti nelle età avanzate. Ne è maggiormente colpito l’uomo che da vedovo non riesce a ricostruire una vita simile alla precedente. In molti casi, il medico di famiglia è in grado di fare una diagnosi, chiarendo le cause e predisponendo adeguati interventi terapeutici. In altre situazioni, invece, è necessaria la collaborazione di uno specialista. Un aspetto da non dimenticare per una più efficace guarigione è il coinvolgimento della famiglia nel proprio ambiente di vita.


(Fonte: www.spazio50.org)

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