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Data Notizia
18/06/2021

Prudenza e...coraggio

Il contributo di Marco Trabucchi

 

Due parole solo apparentemente tra loro in contrasto, perché le circostanze legate alla pandemia oggi ci inducono ad avere coraggio di fronte a situazione complesse e difficili, ma allo stesso tempo ad essere prudenti nelle scelte individuali.

 

Vorrei indicare concretamente dove, a mio giudizio, oggi le persone anziane devono avere coraggio. Un primo aspetto: devono vaccinarsi senza incertezze. Sono troppe le 3 milioni di persone anziane che non si sono vaccinate. In età avanzata, l’abbiamo constatato in molte diverse condizioni concrete, e anche nei lavori scientifici più seri, il rischio delle vaccinazioni è minimo, mentre quello di gravi conseguenze dopo un eventuale infezione è molto alto.

 

Capisco bene le titubanze, le paure, le incertezze di molti nostri concittadini, anche perché sono stati sommersi da un’enorme quantità di notizie “tenebrose”, senza senso e senza logica. Per questo ci vuole un atto di coraggio, di libertà di fronte a tante incertezze, dettato dal convincimento di partecipare a una grande impresa collettiva: quella di liberare le nostre comunità dai pericoli del Covid-19. Ciò richiede coraggio, chiediamo a chi fosse ancora incerto di fidarsi. Non sono un virologo né un epidemiologo, però capisco qualche cosa di medicina e vi invito al coraggio, care Signore e cari Signori che ricevete questa newsletter della Fondazione Leonardo e chi ci avete accompagnato per tanti anni. Non seguite, vi prego, i falsi profeti che per ignoranza, cecità o stupido orgoglio sostengono che è inutile vaccinarsi, perché arriveranno le varianti e bisognerà cambiare ancora vaccino. Purtroppo, anch’io ho timore delle possibili varianti che potrebbero essere molto pericolose, però, sostenere che le attuali vaccinazioni sono inutili è profondamente sbagliato, perché certamente riducono il rischio di eventuali future infezioni anche indotte dalle possibili varianti.

 

Nello scenario della nostra vita è però altrettanto importante la prudenza, virtù dei forti, di quelli che sanno controllare i propri comportamenti. Anche se siamo vaccinati, stiamo attenti agli assembramenti, portiamo ancora la mascherina, continuiamo a lavarci le mani, non entriamo in luoghi con le finestre chiuse. Apparentemente sembrano piccoli sacrifici, ma concordo con chi non ne può più, chi vorrebbe bruciare sulla strada tutte le mascherine, spera solo di poter accarezzare e baciare parenti e amici, di non doversi pulire le mani 20 (o più!) volte al giorno. Chiedo solo ancora qualche settimana di prudenza!

 

Sono convinto che questa due virtù, coraggio e prudenza, riusciranno a modificare il nostro futuro, portandoci a vivere in modo normale. Sono due atteggiamenti che dobbiamo imparare ad usare anche con i molti nostri concittadini che oggi non sono né coraggiosi né prudenti, perché dominati da un atteggiamento di rinuncia, di sfiducia nel futuro, privi della speranza che rende per tutti possibile la vita. Verso di loro dobbiamo provare sentimenti di vicinanza e di protezione, senza prevaricazione, ma consci che così possiamo permettere loro di ricostruire nelle loro personali vite uno spazio per il futuro.

 

Da molte parti si insiste perché si ritorni ad un futuro migliore del passato; è possibile purché alla base vi sia la certezza che l’altro ha bisogno di me e io di lui. Il presidente Mattarella ha recentemente affermato: “Abbiamo riscoperto nelle nostre vite la trama delle relazioni”. Trasformando in fatti concreti questa constatazione possiamo sostenere che, con coraggio e prudenza, come sopra dimostrato, stiamo dando e ridaremo spazio e forza alle relazioni e, allo stesso tempo, impediremo che il virus possa di nuovo interromperle.


(Sintesi redatta da: Linda Russo)

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