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Autore

Data Notizia
12/07/2021

Fonte
osservatoriosenior.it

Cosa succederà dopo la pandemia?

Il paradigma dell’invecchiamento attivo che ha dominato gli ultimi dieci anni rimarrà il modello di riferimento oppure l’esperienza Covid l’ha spazzato via e verrà sostituito da altro? É la domanda di fondo che si pone l'editorialista di osservatoriosenior.it.

A livello psicologico, i desideri e le motivazioni che hanno prevalso tra i senior nell’ultimo decennio sono stati incentrati sul poter avere una vita relazionale ricca, sull’invecchiare attivamente, sull’essere indipendenti e in movimento, sull’avere un ruolo attivo nella società e in famiglia, su una buona dose di fiducia nelle proprie possibilità per poter ancora realizzare sogni.

Non sarà che paura e prudenza si scontreranno con questi desideri e ci troveremo ricacciati nel modello di una volta, quello dell’anziano fragile, poco mobile, preoccupato per la propria salute, in ruolo secondario nella società? Il dubbio c’è. Difficile dire ora cosa prevarrà, al momento si leggono segnali sia nell’una sia nell’altra direzione.

Nei comportamenti sociali, la paura di contagiarsi e di finire in ospedale ha modificato le abitudini della maggioranza dei senior, ancor più dei divieti imposti. Si sono registrate cautele elevate nel frequentare altre persone, familiari e non, coetanei e non. L’attenzione a frequentare il minimo indispensabile luoghi chiusi e affollati è stata alta. Le storie di solitudine si sono moltiplicate.

D’altro canto, indagini e testimonianze recenti segnalano che il desiderio di tornare a viaggiare, a frequentare eventi e ad avere rapporti sociali non mediati da qualche piattaforma digitale, è forte anche tra i senior.


(Tratto dall’articolo osservatoriosenior.it)

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Settimana di Prevenzione dell’Invecchiamento Mentale dal 19 al 24 settembre 2022

Dal 19 al 24 settembre 2022 in oltre 180 città italiane avrà luogo la Settimana di Prevenzione dell’Invecchiamento Mentale, iniziativa che Assomensana organizza ogni anno dal 2008.

Camminata veloce per rallentare l'invecchiamento

La rivista britannica Nature descrive la relazione tra ritmo di camminata ed età biologica.

Una ricerca sostiene che camminare velocemente riduce l’invecchiamento: è emerso un chiaro legame tra una camminata veloce e un’età biologica più giovane. In particolare, la differenza di età tra i camminatori veloci e lenti è stata di 16 anni.

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