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Autore

Data Notizia
03/08/2021

Fonte
www.panoramasanita.it

Il nuovo studio sul rame: responsabile della malattia di Alzheimer

Un vasta letteratura scientifica negli anni ha supportato la tesi del rame cattivo quale fattore di rischio per la malattia di Alzheimer: si tratta di quel rame anche detto libero che,al contrario dal buono, non si lega ad una proteina, la ceruloplasmina, attraverso la quale viene trasportato nell’organismo per contribuire allo svolgimento di importanti funzioni vitali e metaboliche. Il rame fuori dal controllo delle proteine, infatti, innesca reazioni ossidanti che vanno a danneggiare cellule e tessuti. 

Una ricerca, pubblicata sulla rivista internazionale Biomolecules ha esaminato 56 studi realizzati su un totale di 6000 soggetti, evidenziando che nella malattia di Alzheimer la presenza di rame nel cervello diminuisce, mentre nel sangue aumenta. I due dati non sono in contraddizione tra loro: “Fanno parte di uno squilibrio sistemico tra rame buono (legato alle proteine) che diminuisce e rame cattivo (non legato alle proteine) che aumenta”, spiega Rosanna Squitti, ricercatrice al Fatebenefratelli-IsolaTiberina di Roma e capofila dello studio.

“Questo squilibrio  – continua Squitti – è lo specchio di un altro tipo di patologia legata al rame tossico, la malattia di Wilson, assunta come paradigma per lo studio sul ruolo del metallo nell’Alzheimer". Lo studio pone basi scientifiche su cui alimentare nuovi scenari terapeutici.


(Tratto dall’articolo www.panoramasanita.it)

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