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Autore

Data Notizia
08/11/2021

Fonte
www.spazio50.org

Amnesty Internetional denuncia le pressioni subite dagli operatori durante il Covid-19

Una ricerca di Amnesty International mette in evidenza il ruolo fondamentale che hanno avuto gli operatori delle strutture residenziali per anziani durante la fase più critica della pandemia da Covid-19 ma anche le pressioni a cui sono stati sottoposti per tacitare le loro preoccupazioni sul trattamento e sicurezza degli ospiti.

Il report di Amnesty denuncia non solo le precarie e insicure condizioni in cui il personale delle RSA è stato costretto ad operare ma anche i procedimenti disciplinari e le ritorsioni dei datori di lavoro nei loro confronti. Davanti alle criticità sollevate dagli operatori sull’inadeguatezza delle misure preventive messe in atto nelle RSA, infatti, si è cercato con mezzi vessatori di imporre il silenzio.

In modo particole il personale femminile, che rappresenta circa l’85% degli operatori, ha subito le maggiori pressioni e intimidazioni.

La legge sul whistleblowing, entrata in vigore in Italia nel 2017, dovrebbe proteggere chi ha denunciato irregolarità sul posto di lavoro ma ancora oggi non è in grado di garantire l’assistenza necessaria. Per questo Amnesty International ha chiesto alle autorità italiane di vigilare e prestare attenzione alle categorie interessate e, al Parlamento, di istituire una commissione indipendente d’inchiesta che monitori in modo particolare la situazione delle strutture residenziali.

 


(Tratto dall’articolo www.spazio50.org)

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