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Data Notizia
02/12/2021

Le montagne russe che ci preoccupano

Il contributo di Marco Trabucchi

 

Qualcuno ha scritto che stiamo vivendo come fossimo sulle montagne russe: ogni giorno un nuovo annuncio, ogni giorno una previsione che poi non viene confermata, ogni giorno una decisione… Davvero ci sentiamo sulle montagne russe, a bordo di un vagoncino (la nostra vita) sballottato di qui e di là, come avviene appunto sulle giostre. Avevamo sperato che l’epidemia fosse in decrescita e invece…, avevamo sperato che le due vaccinazioni ci proteggessero e invece…, avevamo sperato che le varianti si sarebbero autolimitate e invece…, avevamo sperato che le scuole sarebbero rimaste aperte e invece…

 

Che fare, quindi?

 

Non ho risposte definitive, ma solo alcuni consigli per cercare di rendere meno angosciante il continuo cambiamento degli scenari, sia quelli lontani, sia quelli più vicini, in grado di modulare la nostra vita di oggi e domani.

 

Per prima cosa non perdiamo fiducia nella scienza, anche se non è perfetta e se talvolta cambia le proprie previsioni. Certo, può sbagliare, però, in questo momento resta la migliore e la più seria fonte di informazioni. Non dobbiamo farci ingannare dalle mille voci di chi critica tutto e ritiene che qualsiasi provvedimento sia fonte di imbrogli e la conseguenza di interessi indicibili. Quando capiamo che quelli che criticano le attuali posizioni della scienza sono gli stessi che ritengono che la terra sia piatta… dobbiamo allontanarci da loro. Con assoluta determinazione, per non farci influenzare da idee senza fondamento, talvolta anche accompagnate da qualche spunto di follia.

 

Non perdiamo fiducia in noi stessi e nelle cose che dobbiamo fare o che abbiamo già fatto, piccole e grandi. Abbiamo salvato noi e la nostra famiglia nei momenti più drammatici, stiamo riprendendo, anche in questo momento di grandi incertezze, a produrre cose e servizi utili per i nostri concittadini. Questi sono dati di realtà, che mostrano la capacità di non farci dominare da tempi così bui. Dobbiamo ripeterci senza sosta: noi siamo in grado di non cedere!

 

Sviluppiamo rapporti di amicizia con chi può aiutarci a leggere assieme quello che avviene. La solitudine è sempre una brutta compagna, ma lo è ancor più quando ci impedisce di avere attorno qualcuno con il quale giudicare il movimento delle “montagne russe”. È necessario restare attaccati a chi ci offre una mano, un pezzo di ascolto. In due o in tre si può meglio interpretare quello che capita attorno, e quindi trovare la strada per dare risposte, prima che le incertezze ci travolgano e riducano anche la nostra capacità di essere utili.

 

Facciamo attività fisica; potrebbe sembrare inopportuno questo invito di fronte a problematiche psicologiche di più alto livello. Invece, dobbiamo convincerci che muoversi ci toglie dal riposo senza senso che intorpidisce il nostro cervello. Restare fermi su una poltrona permette lo sviluppo di pensieri “parassiti”, che allontanano la capacità di costruire cose nuove e quindi di interpretare correttamente anche le “montagne russe” e di superare le oscillazioni temporanee che inducono angoscia. Dobbiamo rimanere lucidi per seguire la strada maestra dei nostri convincimenti.

 

Infine, essere ottimisti. Chi è pessimista pensa che nulla possa cambiare, interpreta ogni pezzo del viaggio nella cabina dell’ottovolante come l’inizio di una catastrofe. Gli altri si allontanano da chi è pessimista, perché mette in luce solo gli aspetti tristi dell’esistenza. A loro non serviamo! Se abbiamo qualche sprazzo di attenzione verso il nostro prossimo dobbiamo comunicare la speranza, che, alla fine, supera qualsiasi ostacolo.


(Tratto dall’articolo )

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