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Regia

Ashby Hal

Titolo

Harold e Maude
Con: Cyril Cusack, Ruth Gordon, Bud Cort, Vivian Pickles, Charles Tyner
USA, 1971, min.90

Harold e Maude

Poco più che adolescente, Harold è un ragazzo al quale la madre, stufa di vederlo inscenare finti tentativi di suicidio, tenta di trovare moglie.

“Cos’è che ti piace fare – gli chiede l’analista – che ti da una particolare sollecitazione?”. “Andare ai funerali”, è la sua risposta.

E proprio a un funerale incontrerà Maude, una “ragazzina” alla soglia degli ottant’anni stracarica di vitalità e di gioia di vivere. Se ne infischia delle regole, Maude, lasciando disarmato il suo giovane amico per le trasgressioni sempre più frequenti. “Vizi, virtù, non bisogna essere troppo moralisti – gli confida – altrimenti si deve rinunciare a troppe cose. Prima il piacere, poi la moralità, devi applicare questo principio alla vita”.

Dapprima scandalizzato, Harold impara presto ad apprezzare anche la saggezza della sua nuova matura amica, come quando, di fronte a uno sterminato cimitero di guerra con migliaia di lapidi tutte identiche,.lei gli dice “Secondo me  gran parte delle brutture di questo mondo dipende dal fatto che della gente che è diversa permette che altra gente la consideri uguale”.

Va avanti così, il rapporto, con una vecchia che insegnerà al giovanotto, frustrato da una madre troppo egocentrica e distratta, tutto ciò di lei che è giovane. La danza, l’amore anche fisico, la musica. “Tutti dovrebbero essere capaci di fare un po’ di musica. La musica è un fatto cosmico”. Tra un ennesimo finto suicidio e una messinscena sanguinaria con cui Harold spaventa le aspiranti fidanzate, veniamo a sapere come ebbero inizio le sue attrazioni necrofile. Era a scuola nel laboratorio di chimica intento ad un esperimento. Saltò in aria tutto e ci fu un incendio. Rientrato a casa non visto assistette a una scena: i poliziotti vennero ad avvertire la madre che lui era rimasto vittima dell’infortunio. La madre, allora,  svenne. “Da quella volta decisi che mi sarebbe piaciuto essere morto”.

“Ti capisco – dice Maude a questo punto – a un sacco di gente piace essere morta , però non è morta, solo si tira indietro dalla vita. Bisogna cercare, correre i rischi, soffrire anche, ma giocare la partita con decisione,  se no non si sa di cosa parlare alla fine negli spogliatoi.”

Al compimento degli ottant’anni Maude vorrà morire, non tanto  - pensiamo – per non patire, quanto per non offrire agli altri lo spettacolo del suo declino. Ma tutti noi spettatori di una certa età, stregati da una storia paradossale ma affascinante, vorremmo somigliarle. Harold, lo vediamo nelle ultime immagini, andrà nella vita trasformato e, finalmente, giovane come la sua vecchia amica.

(Sintesi redatta da: Fausto Melloni)


(Fonte: )

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