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www.vita.it
13/09/2018

Educatori: quella legge che sembra fatta apposta per complicare la vita

Le modifiche apportate in legge di bilancio alla proposta di legge Iori hanno creato la paradossale situazione per cui qualche migliaio di educatori oggi è fuorilegge nei servizi socio-sanitari in cui da anni lavora.

Con l’intento di meglio disciplinare la professione dell’educatore professionale si è finito per dividerlo in due profili diversi, uno sanitario e uno sociale, generando un equivoco in coloro che oggi lavorano regolarmente con il titolo di educatore all’interno di quei servizi che la legge prevede e disciplina come socio-sanitari.

Nel DL 24423 infatti gli educatori socio-pedagocici potevano operare anche in ambito socio-sanitario limitatamente agli aspetti socio-educativi; mentre nel comma 594 dell’art. 1 della legge 205/2017(legge di bilancio) le parole socio-sanitario sono sostituite da “socio-assistenziale, limitatamente agli aspetti socio-educativi”. Ciò significa che qualche migliaio di persone che fino ad oggi hanno operato legittimamente all’interno di servizi socio-sanitari, non sono più idonei a ricoprire tale ruolo.

Per porre rimedio, in tempi brevi, si potrebbe specificare (come ha fatto la Regione Lombardia col DGR 3612 del 2015) che entrambe le figure (educatore sociale ed educatore sanitario) possono lavorare nei servizi socio-sanitari.
A medio termine si può individuare un solo percorso formativo e di qualificazione professionale dell’educatore che possa lavorare sia in ambito sociale sia in ambito sanitario e, a questo punto occorrerà specificarlo, anche in ambito socio-sanitario.


(Fonte: www.vita.it)

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