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Autore

Data Notizia
30/09/2018

Fonte
www.avvenire.it

Diagnosi precoce per fronteggiare l'Alzheimer

Una cura per l’Alzheimer non c’è ancora, per questo la ricerca cerca strade sempre nuove per anticipare la diagnosi della malattia e rallentarne gli effetti.

600mila italiani sono affetti da questo morbo e l’aumento dell’aspettativa media di vita, secondo l’Istat, porterà a un raddoppio dei casi entro il 2030 e addirittura una triplicazione entro il 2050. E questi dati sono inversamente proporzionali ai successi scientifici.

Un altro aspetto drammatico della malattia è l’assistenza: in 8 casi su 10 è completamente a carico delle famiglie, con  un impegno di cura quantificato in 11 ore al giorno.

La diagnosi precoce è pertanto fondamentale: tomografia, risonanza magnetica, esami del sangue rappresentano un accurato esame del paziente che inizialmente può essere attore delle scelte terapeutiche e assistenziali che lo riguardano. Ma oggi si guarda anche con attenzione ai 25 progetti di ricerca della rete di giovani ricercatori sostenuti dall’Associazione italiana Airalzh Onlus, che contengono tecniche sempre più raffinate che utilizzano biomarcatori specifici, basati ad esempio sulla saliva, e test che analizzano il linguaggio.

Nella Giornata mondiale dedicata alla malattia la Federazione Alzheimer Italia ricorda che occorre cambiare la modalità di assistenza osservando e ascoltando il malato, conoscendone i bisogni, i valori, gli interessi.


(Tratto dall’articolo www.avvenire.it)

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