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Fonte
www.secondowelfare.it
23/10/2018

Nuovi modi del prendersi cura andando verso le persone e la comunità

L'articolo analizza nel dettaglio un'esperienza di domiciliarità sviluppata a Piossasco in Piemonte. L’intervento centrale del progetto è la visita domiciliare, azione che ha lo scopo di “mettersi in ascolto”, superando la logica dell’intervento prestazionale che si attiva a fronte di uno specifico bisogno conclamato; al contrario, si è partiti dal contatto con gli anziani - la maggior parte dei quali non erano in carico ai servizi - per verificare le loro condizioni di vita e impostando quindi eventuali successivi interventi sulla base dei bisogni e dei desideri emersi in quella sede.

Il sostegno alla domiciliarità non può essere confuso con l’assistenza domiciliare, che non è altro che uno dei tanti strumenti utili per sostenerla; altresì, non può essere limitato a sostenere la persona nella sua casa, pur avendo consapevolezza del profondo significato che questo luogo rappresenta. Supportare la domiciliarità è fare in modo che la persona non sia privata del suo abitare sociale, dei propri rapporti, relazioni, legami.

Si è trattato di trovare nuove modalità di sostegno alla domiciliarità a fronte di un numero esiguo di cittadini serviti nelle modalità tradizionali. Un risultato importante delle azioni promosse è stato l’attivazione di un processo partecipativo, coinvolgendo un numero significativo di persone in attività di socializzazione e di volontariato, favorendo così la costruzione di reti di solidarietà e di prossimità.


(Fonte: www.secondowelfare.it)

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