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Autore

Data Notizia
04/06/2019

Fonte
www.centrostudi.50epiu.it

Sessantenni e startupper: i nuovi giovani-vecchi e il mercato del lavoro

Il Financial Times li definisce giovani-vecchi: sono i sessantenni di oggi.

Un recente studio evidenzia che un calo generalizzato delle competenze, connesso all’aumento dell’età dei lavoratori, può essere compensato dallo sviluppo di nuove ed ulteriori competenze.

Negli ultimi anni si sono moltiplicate le iniziative fiscali per incentivare la ricollocazione degli over 55 espulsi dal mercato del lavoro, molti dei quali hanno aperto attività autonome e startup, fenomeno prima ritenuto prerogativa dei ventenni. Per il Financial Times, escludendo le società di social media, l’età media dei fondatori delle start-up statunitensi non è tra i 20 e i 30 ma tra i 45 e i 47 anni.

Moltissime aziende sono ancora riluttanti ad assumere over 50 nonostante l’offerta di occupazione in questa fascia di età stia aumentando. In Italia, tra il 2008 e il 2013, è cresciuta del 20% con un ulteriore +16% nel periodo 2013-2016.

Quando ha creato una linea di produzione per lavoratori qualificati over 50, la BMW ha aumentato la produttività del 7% e registrato una diminuzione dell’assenteismo dal 7 al 2%, L’idea stessa della produttività sembra si stia ampliando a fasce anagrafiche considerate quasi al tramonto della carriera.


(Tratto dall’articolo www.centrostudi.50epiu.it)

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