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Data Notizia
13/09/2019

L'Alzheimer Fest: un'occasione diversa per parlare serenamente della demenza

A partire da oggi e fino a domenica 15 settembre si tiene, nel Parco Sant’Artemio di Treviso, la terza edizione dell’Alzheimer Fest, che prevede, come gli anni scorsi, la partecipazione di alcune migliaia di persone tra malati, famigliari, operatori di diversi livelli, volontari, cittadini attenti.

 

Il mondo della sofferenza dovuta ad alterazioni cognitive si ritrova per essere coinvolto in un evento che è stato sintetizzato in alcuni slogan. Il primo è “Festeggiamo, dunque siamo”: la festa come momento rispettoso della sofferenza e del dolore, ma che riafferma la forza della vita in tutte le sue espressioni. Quello che verrà presentato nei 120 diversi momenti a Treviso è nel nome della capacità della persona di conservare attenzioni e interessi, anche quando sembra più difficile. Il secondo slogan: “L’Alzheimer non cancella la vita” si colloca, come il precedente, nella prospettiva di raffermare che la perdita di memoria non cancella la ricchezza dello spirito umano, che resta a lungo, anche nelle crisi e spesso con molta fatica, capace di capire, di interagire, di essere persona. Il terzo slogan, quello che apre il programma dell’Alzheimer Fest di quest’anno, è: “Di amore non siamo vecchi”. Riporto il commento a questa affermazione che compare nel libretto-programma: “Chi non metterebbe la firma a questa affermazione così naturale, così impegnativa? è un’indicazione di percorso che richiede il coinvolgimento di tante energie. Fatti concreti. Per una comunità che sia davvero più libera. Non a sprazzi: ovunque, ogni giorno”.

 

Invito gli amici della Fondazione Leonardo a visitare il sito, per prendere visione analitica del programma, costruito su eventi di teatro, di musica, di poesia, di scienza, di medicina, di tecnologia, di laboratorio sui più diversi argomenti, utili per chi vuole portare a casa qualche cosa di nuovo, che possa aiutare a essere più sereni nelle fatiche di ogni giorno provocate dalla malattia e dall’esigenza di curare. Il mondo della medicina sarà formalmente coinvolto in particolare attraverso medici presenti per l’intera durata dell’evento, disponibili a rispondere a qualsiasi richiesta di chiarimento, di supporto, di indicazione su cosa e come fare in ogni specifica condizione nel lungo dipanarsi della malattia. Vi sarà anche una presentazione da parte di 80 diverse organizzazioni assistenziali di quanto di nuovo e importante viene fatto nelle singole realtà. Le modalità di cura all’interno della famiglia costituiscono l’ossatura dell’Alzheimer Fest; però, quando le circostanze della vita inducono a ricorrere a servizi residenziali per la protezione delle persone fragili, è importante che il messaggio di dignità e rispetto venga colto e trasformato in atti concreti di ogni giorno anche all’interno delle strutture di ricovero.

 

Infine, dobbiamo ricordare che questa sarà la festa dell’amore, proprio perché malati, famigliari, operatori, cittadini percepiscano che solo attraverso atti di amore, nella vita e nelle attività assistenziali, si costruiscono momenti di serenità e le giornate pesano di meno. Non si vuole insegnare a nessuno a come amare i malati, le famiglie, chi è in difficoltà, ma solo fare in modo che in questi giorni di Fest si possano sperimentare o approfondire condizioni che rendono l’amore un atteggiamento senza il quale le cure perdono molta della loro efficacia.


(Tratto dall’articolo )

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