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Autore

Data Notizia
17/11/2019

Fonte
lacnews24.it

Una bambola come terapia

La terapia della bambola per ritrovare noi stessi. L’abbraccio, secondo psicopedagogista Ivo Cilesi, alimenta nelle persone affette da demenza l’istinto dell’accudimento e fa emergere l’affettività latente assopita nel corso dell’evoluzione della patologia; è un gesto che fa riaffiorare emozioni e ricordi.

La bambola Gully, oggetto di studi, è diventata un presidio medico riconosciuto dal ministero della Salute, poiché in soggetti con demenze, facilita il rilassamento e porta anche alla diminuzione delle dosi farmacologiche. Non si tratta di un bambolotto qualsiasi, ma un oggetto studiato ad hoc.

Affinché la terapia funzioni, tutto il personale medico ed i familiari devono essere correttamente formati ed informati sia sulla metodologia di somministrazione che sull’importanza di considerare la bambola sempre come un bambino e non come un gioco.

Trattandosi di una terapia vera e propria, è importante non affidarsi all’improvvisazione ma serve una formazione.


(Tratto dall’articolo lacnews24.it)

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