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www.stateofmind.it
06/12/2019

La malnutrizione in età geriatrica

Riconoscere e prendere in carico situazioni di malnutrizione appare sempre più importante nell'ottica di prevenire il deterioramento cognitivo nell'anziano. L’importanza e lo stretto legame del binomio alimentazione e buona salute è sottolineata dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) che considera nutrizione adeguata e salute tra i diritti fondamentali per l’uomo.

Quando si parla di disturbi dell’alimentazione si compie spesso l’errore di far riferimento esclusivamente agli adolescenti perché non siamo abituati a pensare che una persona anziana possa riversare le sue sofferenze nella relazione con il cibo. In ambito geriatrico sarebbe più opportuno parlare di “malnutrizione” anziché “disturbo del comportamento alimentare”. Negli anziani si possono identificare una malnutrizione per eccesso (sovra-nutrizione) e una malnutrizione per difetto (sotto-nutrizione).

L’ipotalamo che acquisisce una serie di informazioni dagli organi di senso, svolge un ruolo fondamentale nella regolazione del comportamento alimentare. Gli stimoli che esso invia sono in grado di attivare o inibire l’assunzione del cibo. Un’altra condizione che influenza l’approccio al cibo è uno stato di deterioramento cognitivo. L’interazione tra demenza e stato nutrizionale è complessa e poco chiara. Difatti, mentre è ancora controversa la relazione causale dei fattori nutrizionali nel determinare i processi neurodegenerativi o vascolari alla base delle sindromi demenziali, è frequente il riscontro della malnutrizione come complicanza della demenza sia nelle forme moderate che severe.


(Fonte: www.stateofmind.it)

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