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Autore

Data Notizia
20/12/2019

Auguri di Buon Natale!

Buon Natale, cari lettori. Con grande serenità desidero inviare a tutti la testimonianza della mia stima e della mia vicinanza; dopo molte occasioni di scambio attraverso questa newsletter si è sviluppata una sorta di relazione silenziosa, che mi da molta soddisfazione. E spero la dia anche a voi.

 

Mi piace esprimere i miei sentimenti riportando la frase che recentemente ha pronunciato Papa Francesco: “Considerando e vivendo la vecchiaia come la stagione del dono e la stagione del dialogo si contrasta lo stereotipo tradizionale dell’anziano: malato, invalido, dipendente, isolato, assediato da paure, lasciato da parte, con un’identità debole per la perdita di un ruolo sociale. In pari tempo, si eviterà di focalizzare l’attenzione generale prevalentemente sui costi e i rischi, dando più evidenza alle risorse e alle potenzialità degli anziani”. Non potrebbero esserci parole più incisive per descrivere il nostro atteggiamento verso le persone anziane e soprattutto le modalità con le quali questi devono vivere per restare padroni della loro vita.

 

Buon Natale in particolare ai nostri lettori che vivono momenti di dolore e di sofferenza; a quelli che si dedicano alla cura delle persone meno fortunate, a chi lavora per garantire la salute delle persone ammalate. Ci sentiamo appartenenti a una comunità informale, che però condivide l’impegno per un domani più giusto. Ho letto in questi giorni una frase di Primo Levi che condivido totalmente, dedicandola a chi si dedica professionalmente agli anziani: “Il tipo di libertà più utile al consorzio umano coincide con l’essere competente nel proprio lavoro e quindi nel provare piacere a svolgerlo”.

 

Buon Natale anche alla politica, che dovrebbe garantire un domani più tranquillo per tutti noi e una condizione economica che in particolare possa garantire il lavoro dei giovani.

 

A Natale la solitudine talvolta diviene una compagna “malefica”, ancor più rispetto ad altri momenti dell’anno, sia per evidenti ragioni ambientali, sia perché impedisce di fruire dello spirito del tempo che da significato alla vita. Chi scrive queste note ha predisposto, assieme al professor Diego De Leo, un volume intitolato “Nemica solitudine”, pubblicato dalle edizioni San Paolo; nonostante le apparenze è una lettura natalizia perché induce a misurarsi con la maggiore crisi del nostro tempo, indicando però, allo stesso tempo, alcune possibili vie di salvezza. La solitudine può essere sconfitta da comunità coese, che si pongono il problema di essere vicine a chi non ha nessuno cui chiedere aiuto nel momento del bisogno. A Natale è più facile pensare che le famiglie, le amicizie, le vicinanze offrono aiuto a chi è solo; non è però sempre un’impresa facile, perché l’autolesionismo indotto dall’egoismo spesso predomina, togliendo alla persona la voglia di guardare avanti, ponendosi obiettivi di senso, in un’atmosfera di ottimismo diffuso (è infatti un sentimento che potremmo definire “epidemico” quando riesce a “invadere” positivamente una comunità).

 

Buon Natale!


(Tratto dall’articolo )

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Personaggio principale di questo romanzo breve è Annita, con due enne, come preferisce specificare lei stessa. Lo fa nelle poche volte in cui si presenta personalmente agli ospiti della pensione, dove trascorre parte del proprio tempo.

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Cantare in compagnia è un forte antidoto contro la solitudine degli anziani. Il suggerimento è quello di farlo aderendo a uno dei tanti cori che si possono trovare nella propria città. L’esperienza del coro si può rivelare una panacea per il fisico e per la mente.

 

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Secondo un studio del team di ricercatori del Population Health Research Institute (Phri) della McMaster University e e dell'Hamilton Health Sciences, in Canada,  consumare un uovo quotidianamente non sarebbe rischioso per la nostra salute.

 

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