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Autore

Data Notizia
10/01/2020

Fonte
www.corriere.it

Il problema della disidratazione negli anziani

Agli anziani capita di disidratarsi anche in inverno. Più di un quarto degli over 65 è cronicamente disidrato: lo stimolo della sete tende a decrescere con l’età e quindi è facile scordarsi di bere.

Inoltre, negli anni i reni tendono a perdere la capacità a trattenere l’acqua, mentre il volume urinario aumenta in caso di diabete; come se non bastasse invecchiando si perde anche tessuto muscolare, uno dei tessuti corporei più ricchi di acqua. Per di più gli anziani con ipertrofia prostatica o incontinenza urinaria cercano di bere il meno possibile, per limitare al massimo il disagio di dover andare al bagno molto spesso.

Quando la disidratazione arriva al 2% del peso corporeo può dare disturbi cognitivi come confusione, disorientamento, perdita di forza, coordinazione.

Come riconoscerla in tempo, allora? Fatica e crampi muscolari possono essere segnali indicativi.

Naturalmente il più efficace mezzo per contrastare la disidratazione è bere, soprattutto l’acqua. Ma per gli anziani che non la amano troppo può andare bene alternarla con latte scremato, tè o spremute d’arancia. Uno studio che ha messo a confronto il potere idratante di varie bevande ha dimostrato che l’acqua disseta a breve termine, mentre liquidi che contengano piccole quantità di zuccheri, grassi o proteine permettono un’idratazione di organi e tessuti più a lungo.


(Tratto dall’articolo www.corriere.it)

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