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Autore

Editore
EvArt 2019,

Il tempo che rimane

Personaggio principale di questo romanzo breve è Annita, con due enne, come preferisce specificare lei stessa. Lo fa nelle poche volte in cui si presenta personalmente agli ospiti della pensione, dove trascorre parte del proprio tempo.

Annita è una signora anziana con i capelli bianchi come fili argentati. Una donna che non si scoraggia mai di fronte alle difficoltà della vita. Affronta con coraggio e chiara consapevolezza i suoi ultimi anni “su questa terra”. Gli anni che, secondo il ciclo naturale della vita, corrispondono al tramonto dell’esistenza umana.

La storia di Annita si dipana tra due diversi ambienti.
Il primo ambiente è chiuso ed è la casa di riposo. Qui fanno la comparsa diversi personaggi secondari e grazie a essi Daniela Tozzi ci dà la possibilità di riflettere su tematiche molto forti e impegnative come la malattia terminale di Rina, la sua “difficile e sofferta” decisione unita alla complicata storia personale e affettiva. Poi l’autrice ci fa riflettere sulle truffe a danno degli anziani eseguite dai “ furbetti” che approfittano della buona fede dei vecchietti che il più delle volte evitano di effettuare le denunce alle forze dell’ordine per “vergogna”.

C’è chi come Casimiro, nonostante l’età, prende la vita sempre alla leggera, non impara nulla dai propri errori e solo l’amore incondizionato e smisurato di un figlio ritrovato in vecchiaia, potrebbe indurlo a riflettere, ma ciò…. Accade o non accade?

Un’altra tematica che merita di essere menzionata è l’amore proibito che inizia a scemare e a perdere di significato quando diventa accessibile, quando si potrebbe viverlo alla luce del sole come amore “legalizzato”.

L’altro ambiente in cui si evolve il prosieguo della storia è quello aperto: la piazza.
La piazza con i suoi incontri, il suo chiacchiericcio, i suoi sussurri e i sorrisi inattesi di persone conosciute che nutrono la speranza di ricominciare a vivere e a sognare grazie a un amore nascente, anche a ottant’anni.

E non dimentichiamoci dell’amore incondizionato e disinteressato per gli animali, gatti e cani. Solosoletto, tanto cercato da Annita, riuscirà a ritrovare la sua padroncina?
Quel batuffolo dalle chiazze bianche diventerà un’ancora a cui aggrapparsi o sarà un macigno dal quale fuggire?

Il finale in-atteso schiude le porte a un nuovo inizio….


(Fonte: https://www.recensionelibro.it)

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