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Data Notizia
22/01/2020

Il problema dell'invecchiamento in Sicilia

Gli anziani siciliani vivono una situazione critica: pensioni misere, qualità della vita bassa, servizi carenti, tempi di attesa lunghissimi. A risentirne è la speranza di vita, tra le più basse a livello regionale.

Si stima inoltre il calo di un milione di abitanti entro il 2050, a causa di denatalità e di emigrazione.

I dati pensionistici fanno ancora più riflettere: l'81% dei siciliani percepisce una pensione, mentre il dato nazionale è del 97%. E non solo: gli anziani assolvono il ruolo di ammortizzatori sociali per i loro parenti, che coprono posizioni precarie o faticano a trovare un lavoro.

L’Agenda 2030 dell'Onu richiede agli Stati di far partecipare l'anziano alla vita sociale, economica, culturale, del proprio Paese. Tutele e protezione sociali sono alla base di uno stato moderno, così come è illogico che ci siano dei fondi e che questi non possano essere spesi.

Alfio Giulio, segretario generale regionale della Cisl, sostiene: “Abbiamo istituzionalizzato degli incontri bimestrali, affinché l’assessorato dia indirizzi strategici precisi. Questi incontri verranno monitorati di volta in volta, in modo da non disperderli inutilmente tra i meandri dei buoni propositi irrealizzati.”  Di recente, è stata proposto un patto di rete tra sindacato, Regione, Anci e università per favorire l’invecchiamento in salute e la presenza attiva degli anziani nel tessuto sociale.


(Sintesi redatta da: Sonia Faraglia)

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