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Fonte
www.vita.it
14/06/2020

Come far ripartire il turismo sociale e i circoli culturali

L’emergenza epidemiologica Covid 19, tra le altre difficoltà, ha portato a un blocco della socialità: il necessario distanziamento fisico ha interrotto le relazioni interpersonali e le più semplici e comuni abitudini tra le persone.

Su come riprendere e ripensare le attività culturali Marco Livia, responsabile tecnico progettazione terzo settore di Acli nazionali, si è espresso nel seminario di formazione on line del 25 maggio del CSVnet. Questi alcuni suoi commenti.

Analizzando la realtà dei Circoli Acli è importante rilevare come essi siano organizzazioni autonome in cui ogni loro organo amministrativo dovrà vigilare sulla corretta applicazione delle linee guida emanate dagli organi statali. Di conseguenza la loro riapertura sarà possibile solo dopo che saranno esplicate tutte le norme e le linee guida da parte sia del legislatore nazionale sia di quello regionale. L’Emilia-Romagna ha, prima fra tutte le regioni, emesso un Decreto Regionale con le specifiche per la riapertura delle attività, rivolte ai circoli, ai centri sociali e ricreativi.

Particolare attenzione va posta alla composizione di chi frequenta abitualmente i circoli: persone anziane, famiglie con bambini, tutti soggetti particolarmente fragili ad alto rischio rispetto alla possibilità di contagio da Covid_19. Tutte le attività andranno valutate avendo come priorità il distanziamento e la sicurezza delle persone.

Va inoltre richiesto sia ai volontari che ai frequentatori (normalmente soci Acli) di sottoscrivere una dichiarazione che certifichi lo stato di salute e di non essere stato a contatto con persone che hanno avuto il virus. Vanno valutati gli spazi disponibili e in base a questo vanno determinati gli accessi e gli orari degli utenti.

Non solo i luoghi di ritrovo hanno subito un blocco delle attività ma in difficoltà è anche il comparto del turismo sociale: i campi estivi, le gite organizzate per gli anziani e le persone con disabilità. In aiuto a questo settore nel Decreto Rilancio viene riconosciuta la possibilità di un bonus o una detraibilità, ma molti degli enti che organizzano i campi non hanno la possibilità di attivare un percorso di detraibilità fiscale essendo spesso esentasse.

È importante dare al più presto risposte e soluzioni a tutto questo settore.


(Fonte: www.vita.it)

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