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Autore

Data Notizia
03/07/2020

Fonte
www.torinoggi.it

Dopo emergenza Covid 19 avanza la richiesta di rivedere il sistema delle Rsa

Si poteva e si doveva evitare la “strage dei nonni”. È una frase che pesa come un macigno quella urlata dai sindacati dei pensionati, ritrovatisi fuori dal convitto Principessa Felicita di Savoia per lanciare la campagna unitaria Senza radici non c’è futuro.

Anche Graziella Rigolino, segretaria pensionati Cgil Piemonte, sottolinea le gravi carenze organizzative che hanno portato a registrare oltre 700 morti in regione, solo durante il periodo di pandemia. In particolare, evidenzia la mancata fornitura dei dpi (dispositivi di protezione individuale), il ritardo dell’isolamento dai parenti ed il mancato uso dei tamponi.

La segretaria, a cui si associa Lorenzo Cestari, segretario pensionati Uil Piemonte, ritiene responsabile la Regione, ancor di più che le strutture, quasi come se far morire gli anziani fosse stato ritenuto il male minore. Ecco perché, dopo che le Rsa si sono trasformate in veri e propri lazzaretti, i sindacalisti chiedono una revisione di tutto il sistema tramite l’iniziativa Senza radici non c’è futuro. Nello specifico chiedono che nelle Rsa ci siano solo i non autosufficienti di alta intensità, con la maggioranza degli anziani curata in famiglia fino a quando è possibile, grazie agli aiuti delle istituzioni.


(Tratto dall’articolo www.torinoggi.it)

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