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Autore

Data Notizia
05/08/2020

Fonte
www.linkiesta.it

Occupazione post Covid: aumenta tra i 50-64 anni a discapito di quella giovanile

Covid e gerontocrazia: se da un lato gli anziani sono i più colpiti dal punto di vista clinico, dall'altro le persone di età compresa tra i 50 e i 64 anni hanno trovato più occupazione (seppur di un misero +0.6%) rispetto ai giovani under 25 che hanno subito un crollo maggiore del 10% dal punto di vista occupazionale.

I dati sono influenzati anche dalla piramide demografica inversa, che mostra un numero minore di nuovi nati e un allargamento verso l'apice del numero di anziani. Ma non solo: anche il differimento dell'età pensionabile causato dalle riforme previdenziali ha avuto impatto sull'occupazione. I lavoratori non anziani non rientrano nelle agevolazioni per le assunzioni e spesso non sono appetibili per le aziende.

Questo contesto determina in primo luogo l'aumento dell'inoccupazione giovanile; in secondo luogo il fatto che i ruoli di grande responsabilità sono svolti quasi esclusivamente da soggetti con più di 40 anni; in terzo luogo dimostra l'inefficacia degli incentivi per le assunzioni a discapito dei giovani che non trovano un impiego a tempo indeterminato.


(Sintesi redatta da: Sonia Faraglia)

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