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Data Notizia
22/01/2021

Telemedicina, un supporto per la salute dei senior

Mai come quest’anno abbiamo sentito parlare di tecnologia, di rete e di digitale. Ormai è noto, infatti, che tra gli effetti della pandemia ci sia stato anche un incremento del traffico nel mondo virtuale. Un cambiamento che sta coinvolgendo tanti ambiti, senza escludere sanità e medicina.

 

Le frontiere della telemedicina

Si è parlato tanto, infatti, di riorganizzare la sanità territoriale attraverso la telemedicina per garantire le misure di distanziamento e, al contempo, un’assistenza adeguata. Questo nuovo assetto valorizzerebbe il ruolo dei medici di base, introducendo strumenti di teleassistenza con sensori come smartwatch, bilance intelligenti, rilevatori della qualità del sonno e tanto altro. Interventi che richiedono capacità di programmazione e di competenza, ma che potrebbero portare a ottimi risultati già a partire dai prossimi due anni, rendendo più efficace la gestione di alcune patologie e migliorando anche la prognosi delle malattie. 

 

L’opinione dei senior

Ma cosa ne pensano i senior? È facile pensare, infatti, che siano proprio loro ad opporsi a questo cambiamento perché spesso considerati poco avvezzi alla tecnologia. Tuttavia, gli over 55 dimostrano un grande apprezzamento per la telemedicina.

Secondo un’indagine condotta dal Silver Economy Forum, in collaborazione con Lattanzio Monitoring & Evaluation, il 77% degli intervistati considera la tecnologia applicata alla salute uno strumento che rende più efficace la relazione tra medici di diverse specializzazioni. Per il 68%, poi, l’e-Health è in grado di accelerare lo sviluppo di soluzioni e terapie mediche, mentre il 61% si dice convinto che il contributo della tecnologia possa rendere più efficace la relazione tra medico e paziente.

L’atteggiamento positivo verso la telemedicina è confermato anche dalla disponibilità degli intervistati a sacrificare parte della propria privacy per avvantaggiarsi dei benefici sulla salute (73%). Inoltre, poco più della metà del campione (58%) è convinto che lo sviluppo informatico e digitale sia adeguato a tutelare la riservatezza dei pazienti. Certamente, però, i senior italiani non sono disposti a rinunciare al rapporto con il medico di famiglia. Al quesito specifico sull’interazione tra medico e paziente, infatti, il 77% degli intervistati ha dichiarato che “le tecnologie applicate alla salute sono più efficaci se hai un bravo medico che ti conosce e ti segue come quello di famiglia”.

 

Telemedicina contro la depressione

Un altro studio condotto dalla Steve Hicks School of Social Work dell’Università del Texas ha indagato i benefici della telemedicina per i senior costretti a casa e che soffrono di depressione. I ricercatori hanno reclutato 277 volontari, con un’età media di 67,5 anni, per la maggior parte di sesso femminile. Il gruppo è stato poi diviso in tre campioni che hanno ricevuto trattamenti diversi una volta a settimana per cinque settimane consecutive. Il primo gruppo, ad esempio, ha ricevuto una terapia comportamentale in videoconferenza, il secondo è stato accompagnato in esercizi di “problem solving” sempre in videoconferenza, mentre l’ultimo ha ricevuto telefonate di supporto della durata di 30/45 minuti. Inoltre, tutti i partecipanti hanno compilato un test di rilevazione della depressione prima di iniziare l’esperimento e al termine del periodo. I dati della ricerca texana hanno dimostrato come i gruppi ad aver tratto più benefici siano stati il primo e il secondo, quelli coinvolti in attività di telemedicina.


(Sintesi redatta da: Linda Russo)

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